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26 Febbraio 2025Ca’ del Bosco
Ca’ del Bosco, pioniere della viticoltura fin dai primi anni ’70, oggi è tra le aziende simbolo della Franciacorta. In Ca’ del Bosco c’è un unico principio che comanda: solo il livello più alto della qualità – l’eccellenza. Oggi con un patrimonio viticolo di oltre 280 ettari distribuiti su 11 Comuni dei 19 della Franciacorta, Ca’ del Bosco ha quasi raggiunto l’obiettivo di superficie vitata in conduzione prestabilita. E a pensare che negli anni ’70 gli ettari in conduzione erano solo 13! Maurizio Zanella, figlio di Annamaria Clementi Zanella e attuale Presidente di Ca’ del Bosco, si è fatto protagonista da oltre 50 anni di un percorso enologico eccellente e all’avanguardia.
La storia di Ca’ del Bosco inizia a metà degli anni ‘60, quando Annamaria Clementi Zanella acquista ad Erbusco, in Franciacorta, una piccola casa in collina, chiamata localmente “Ca’ del Bosc”, essendo immersa in un fitto bosco di querce e castagni. Nel 1968 prende corpo l’idea di impiantare un vigneto. Dopo una prima fase sperimentale, nel 1972 nasce il primo vino bianco, nel 1975 il primo vino rosso e nel 1976 si producono i primi tre vini ottenuti con Metodo Classico: il Brut, il Dosage Zéro e il Rosé.
Nel 1979, durante uno dei suoi viaggi di approfondimento enologico in Francia, il ventitreenne Maurizio Zanella incontra e recluta André Dubois, Chef de Cave che porterà in cantina un rigore ed una perizia notevoli. Sotto la sua direzione in Ca’ del Bosco si darà inizio alla produzione della Riserva Franciacorta e dei primi millesimati.
Un’altra tappa storica è l’arrivo in azienda di un giovane enologo americano che affiancherà Dubois dal 1985 al 1988 per la produzione dei vini fermi. Si tratta di Brian Larky, laureato all’Università di Davis in California, consigliato da André Tchelistcheff, enologo e amico di Ca’ del Bosco con cui l’azienda ha avviato la produzione dei vini di alta gamma (Maurizio Zanella, Pinéro e Chardonnay) tra il 1980 e il 1983.
Dal 1985 Stefano Capelli è l’enologo di Ca’ del Bosco. Diplomato all’Istituto di Conegliano, eredita il testimone di Dubois e Larky e accompagna la cantina verso una nuova fase. Grazie a lui sono stati messi a punto sistemi innovativi di lavorazione e sono state costruite attrezzature con brevetto esclusivo su cui si basa il Metodo Ca’ del Bosco.
Il Metodo Ca’ del Bosco include tutti i processi dalla raccolta delle uve all’imbottigliamento.
Dunque, l’uva, raccolta rigorosamente a mano, viene trasportata in piccole cassette, contenenti non più di 16 chili. Dopo la raccolta si procede con il raffreddamento in cella: tutti i grappoli vengono attentamente controllati e selezionati, sempre a mano. La vinificazione dei mosti è fatta per singola vigna, affinché l’espressione di ciascun suolo possa compiersi. Soltanto nella fase di assemblaggio, prima dell’imbottigliamento, dopo sette mesi di affinamento, avranno origine le cuvée. La movimentazione di mosti e vini si esegue grazie alla sola forza di gravità, meno invasiva e più efficace.
Tutti i millesimati Vintage Collection e le Riserve Annamaria Clementi sono elevati in barrique, fino all’assemblaggio, mentre la Cuvée Prestige affina in serbatoi d’acciaio. L’affinamento sui lieviti è più lungo del minimo previsto dal disciplinare, per tutte le tipologie di Franciacorta.
Dalla vendemmia 2008 i Millesimati, e dagli anni a seguire tutti gli altri vini, sono diventati più puliti. Cosa significa? Sulle uve si possono trovare le micotossine, prodotte da funghi parassiti che possono costituire la microflora delle uve in raccolta. Sulle bucce dell’uva si possono trovare inoltre, anche se in dosi minime, gli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera e anche residui dei prodotti antiparassitari. Dopo la raccolta a mano e il raffreddamento in cella, i grappoli vengono sottoposti ad una scrupolosa cernita manuale. A questo punto inizia il lavaggio delle uve che prevede il movimento e il galleggiamento dei grappoli per borbottaggio d’aria e, infine, l’asciugatura accurata, affinché il mosto non risulti diluito. Un vero e proprio idromassaggio dell’uva, in tre fasi. Come se fosse una Spa del grappolo.
Durante il dégorgement, il vino viene sottoposto ad uno shock ossidativo importante, a causa dell’ossigeno che si introduce nel collo della bottiglia e lì rimane. In Ca’ del Bosco si è scelto di non ricorrere all’aggiunta di solfiti in questa fase. Dal novembre 2005 è presente una speciale macchina tappatrice, brevettata da Stefano Capelli, enologo di Ca’ del Bosco e dal progettista
Piero Bielli. Questa tecnologia consente l’eliminazione di ossigeno prima della tappatura, effettuando il dégorgement in assenza di ossigeno, riducendo ulteriormente la presenza di solfiti.
I Franciacorta di Ca’ del Bosco sono in questo modo molto longevi e in grado di esprimersi nel tempo.
Infine, dal 2012 su ogni retro-etichetta viene riportata la concentrazione esatta di solfiti presenti nella bottiglia: meno di 60 milligrammi/litro, un quarto rispetto alla soglia massima consentita dalla legge europea. E anche questo è il risultato del Metodo Ca del Bosco.
Gli oltre 280 ettari di vigneto sono coltivati seguendo il protocollo della viticoltura biologica certificata: una scelta nata a fine anni ’80, in fase sperimentale, e concretizzata nei primi anni 2000, fino ad arrivare alla certificazione su tutta la superficie nel 2014. Ca’ del Bosco ha inoltre deciso di porre un’attenzione particolare alla gestione delle risorse energetiche: dal 2023 in sede è presente un impianto fotovoltaico che garantisce un apporto energetico pari al 30% del fabbisogno e in due anni, dal 2020 al 2022, l’azienda è passata da una percentuale del 70% al 99,03% di rifiuti completamente riciclabili.
Sono stati necessari sette anni per completare la nuova cantina immersa nel verde delle vigne e dei boschi della Franciacorta. Da una superficie di 10.000 mq si è passati a 40.000 mq. L’obiettivo era quello di creare una struttura dotata della tecnologia più avanzata al fine di ridurre al minimo i trattamenti sul vino, esaltando le caratteristiche di un’eccellente materia prima e interferendo il meno possibile con gli agenti esterni. Un lavoro di anni per valorizzare la vinificazione e l’affinamento dei vini e celebrarli in una serie di spazi evocativi, con una scenografia che permette al visitatore di stimolare ed esplorare i propri sensi.
Le strutture, progettate da Falconi Architettura, con la quale Ca’ del Bosco collabora sin dagli anni ’90, sono studiate per essere inserite armoniosamente nel territorio circostante e nel contesto di riferimento. E’ un lungo percorso che comprende i nuovi ambienti per l’accoglienza, il tunnel con i caveaux delle Riserve di Franciacorta e i caveaux nella Cupola storica dedicati alle Cuvée Annamaria Clementi, la galleria delle pupitres e il tunnel riservato all’affinamento dei Millesimati Vintage Collection, e per finire la cupola dei sensi che precede l’installazione “Prestige Immersion”.
Una nuova struttura ricettiva completata nel 2021 si caratterizza per la sua simbolica forma circolare, ad anello con al centro una quercia, simbolo del bosco che da sempre fa da contorno alla Sede di Ca’ del Bosco, che collega spazi comuni, showroom e sale degustazione. Il visitatore è condotto attraverso gli spazi storici della cantina fino all’imbocco di un caveau in cui avviene il passaggio tra l’antico e il moderno, enfatizzato da una illuminazione che ricrea un “cielo stellato” attraverso i fori delle pupitres. Un lungo tunnel anticipa la caratteristica principale degli spazi di collegamento tra le varie aree: prospettive infinite dove pareti di bottiglie accatastate a tutta altezza (della Vintage Collection) perimetrano il percorso. Sul lato sinistro è possibile ammirare la Vinoteca di Ca’ del Bosco, ovvero la collezione storica dei vini e dei Franciacorta prodotti dal 1972 a oggi.
La Cupola dei Sensi è uno spazio circolare con volta ribassata nel quale soffermarsi per vivere una vera e propria esperienza sensoriale. La scenografia, curata dall’artista Andre Guidot permette di scoprire e sperimentare in prima persona i quattro sensi: il tatto, l’olfatto, la vista e l’udito. L’intento è quello di stimolare il visitatore ad “ascoltare” i propri sensi, attraverso un’esperienza immersiva, emozionale e altrettanto personale quanto quella che poi vivranno con la degustazione dei vini a fine percorso. Nel centro della Cupola dei Sensi è collocata l’opera “Ludoscopio” di Paolo Scirpa, maestro dell’arte immateriale: un pozzo di luce che si riflette in un fondo infinito.
Da Prestige Immersion si è proiettati nel più scenografico degli spazi allestiti: una gigantesca bottiglia capovolta, realizzata con oltre 33.000 bottiglie di Cuvée Prestige, vuote e retroilluminate, per un’esperienza da vivere. Nella parte più interrata a 23 metri sotto terra, da un’apertura è possibile ammirare la nuova area di affinamento della Cuvée Prestige che potrà accogliere fino a 4 milioni di bottiglie. Il percorso proseguirà attraverso un tunnel inclinato, in prospettiva accelerata, che accompagnerà il visitatore verso le Barricaie storiche percorrendo una scalinata impreziosita da un gioco di luci lineari ambrate, omaggio ad alcuni capolavori dell’arte contemporanea.
I vari percorsi visita sono inoltre impreziositi da una serie di suoni in sottofondo, a cura del Sound Designer Riccardo Caspani.
Ca’ del Bosco è un luogo dove arte e vino si uniscono e si fondono con l’armonia del paesaggio. Le opere presenti in Ca’ del Bosco non fanno parte di una collezione, bensì tutti gli artisti hanno realizzato le loro creazioni dopo avere visitato la cantina, in modo da porre l’arte in dialogo con la bellezza del territorio circostante. L’arte ha ricoperto un ruolo fondamentale nello sviluppo della cantina fin dagli anni ’80, poiché ha permesso a Ca’ del Bosco di entrare in contatto con ambienti e persone orientati al vino di qualità e che comprendevano il valore aggiunto di un approccio culturale legato al mondo del vino. La preferenza di Maurizio Zanella nei confronti della scultura è influenzata dal luogo che bene si adatta, per il meraviglioso paesaggio, alla collocazione di opere d’arte. Ma nasce soprattutto dalla similitudine tra il vino.
Undici scultori negli anni hanno creato le importati opere d’arte per Ca’ del Bosco, tra cui Arnaldo Pomodoro con il suo Cancello Solare nato nel 1987, Zheng Lu e il suo Water in dripping (2016 ) realizzato in Acciaio o Cracking Art, corrente artistica che nasce nel 1993, riunisce un gruppo di sei artisti (Nucara, Veronese, Angi, Rizzetti, Kicco e Sweetlove) che si esprimono ciascuno in forme diverse, con forti linguaggi individuali. I loro Blue Guardians (2010) nascono quando nel 2009 Maurizio Zanella chiede al Cracking Art Group di cercare l’immagine di un animale che possa trovare la propria collocazione ideale nella tenuta di Erbusco, tra i vigneti e il bosco. Nasce l’idea del lupo, un guardiano in posizione attenta, ma benevola, realizzato in plastica blu riciclata.
Inoltre undici fotografi, fra i più famosi al mondo, hanno espresso in libertà il loro rapporto con il vino e le sue tradizioni, dando forma a uno straordinario volume illustrato. Questa originale avventura fotografica, e di vita, ha inizio a fine degli anni ’80 quando Maurizio Zanella chiama a Ca’ del Bosco un fotografo di fama internazionale per interpretare l’affascinante mondo del vino.
Negli anni inoltre il patrimonio viticolo si è arricchito di altre tipologie di colture: dai boschi che oggi ricoprono circa 100 ettari e dagli ulivi che hanno raggiunto i 4 ettari di superficie. Ca’ del Bosco, conducendo per tradizione vigneti su terreni terrazzati, per consolidare il terreno ha sempre piantato ulivi nell’area in pendenza delle scarpate. Negli ultimi anni, con l’acquisto di nuovi vigneti in collina, l’uliveto di Ca’ del Bosco ha raggiunto un importante numero di piante, principalmente delle varietà Casaliva, Leccino, Frantoio e Pendolino. È stato quindi naturale, oltre che simbolico, portare avanti una tradizione locale, avviando la produzione dell’Olio della Corte con il proprio impianto di molitura: un nuovo frantoio atto all’esclusiva produzione dell’olio biologico di Ca’ del Bosco. E così con la raccolta 2024, nasce l’Olio della Corte, prodotto secondo il Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata DOP dei Laghi Lombardi Sebino, riconosciuto in ambito U.E. come denominazione di origine protetta.
Oggi Ca’ del Bosco, azienda leader in Franciacorta, produce circa 1 milione 500 mila bottiglie l’anno, suddivise su 15 etichette diverse per un fatturato di quasi 50 milioni di euro. Tutto questo fa parte di un progetto importante nato dalla volontà dei Soci di Ca’ del Bosco, le Famiglie Marzotto e Zanella, da sempre convinte del potenziale del territorio, da valorizzare ed esprimere in eccellenza nei propri vini.
Ca’ del Bosco sito ufficiale
Autrice Giulia Nekorkina
Moscovita di nascita, romana di adozione, la Rossa per gli amici. Laureata in lingue, giornalista e scrittrice, vivo in Italia da 30 anni e mi occupo di enogastronomia e di viaggi. Scrivo di cucina, ristoranti, viaggi, vino e bollicine. Ho pubblicato 4 libri in Russia e 13 libri in Italia che trattano le tradizioni gastronomiche e svelano le curiosità legate alle ricette di entrambi i paesi.
Negli anni passati ho collaborato con diverse testate in Italia e in Russia, come Gambero Rosso, Scatti di Gusto e Gastronom. Sono stata protagonista della trasmissione televisiva del Gambero Rosso Channel “La Cucina degli altri”, e ho tenuto svariati corsi di cucina. Non ho mai smesso di cucinare, attualmente lo faccio in qualità di personal chef per gli eventi privati. Scrivo tutt’ora per il mio storico blog, Rossa di Sera, e per James Magazine, una testata di lusso.
Scopri di più: Giulia Nekorkina



















