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24 Febbraio 2025Grandi Langhe 2025: Il Piemonte in un palmo di mano!
Partiamo dalla fine…
La nona edizione di Grandi Langhe si conferma quest’anno un evento di fondamentale importanza per i produttori piemontesi. Non si parla più solo delle Langhe, ma dell’intero Piemonte. Con 497 aziende partecipanti (di cui 380 dalla zona UNESCO), oltre 3000 vini in degustazione (e forse anche di più) un’immensità, se ci pensiamo, si tratta di una manifestazione davvero straordinaria. Il tutto reso possibile grazie alla collaborazione tra il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, il Consorzio di Tutela Roero e Piemonte Land of Wine.
La location, assolutamente spettacolare, si trova all’interno delle OGR – Officine Grandi Riparazioni, un ex stabilimento di manutenzione ferroviaria e splendido esempio di architettura industriale dell’Ottocento torinese. Alcuni hanno lamentato il fatto che l’evento Grandi Langhe 2025 non si sia svolto in una zona vinicola centrale del Piemonte (come Alba o Asti), ma bisogna considerare la vicinanza della location (500 metri a piedi) alla stazione di Porta Susa, che ha permesso a molti di arrivare comodamente in treno, oltre alla grande accessibilità che Torino offre, con la sua rete di collegamenti e servizi (aeroporto, alberghi, ristoranti, ecc.).
Quest’anno sono state aperte due nuove sale (Binario 2 e Sala Duomo) oltre alla Sala Fucine, per accogliere le numerose aziende presenti e ridurre la ressa. È stato inoltre cambiato l’assetto dei banchetti: non più circolare/concentrica, ma lineare, un cambiamento molto apprezzato. Le aziende sono state disposte in ordine alfabetico, evitando di favorire alcuna zona o azienda specifica.
L’ingresso è stato riservato agli operatori del settore con partita IVA, giornalisti, importatori e buyer invitati da tutto il mondo (anche grazie al supporto della Regione Piemonte, della Città di Torino e della Banca d’Alba). Una zona dedicata alla stampa (Binario 3) ha permesso di degustare oltre 700 referenze, scegliendo tra una lista abbastanza curata ma non esaustiva. In questo spazio ho trascorso molto tempo, assaggiando Barolo 2021, Barbaresco, Roero di varie annate e vini del Nord Piemonte. L’ambiente era tranquillo, con tavoli ben distanziati e un servizio affidato ad AIS Piemonte. Sebbene ci sia ancora margine di miglioramento, è stato interessante vedere non solo i soliti volti noti italiani, ma anche giornalisti internazionali come Michela Morris (editor di Decanter) e Wojciech Bońkowski MW.
Molti produttori si sono dichiarati estremamente soddisfatti, soprattutto per l’afflusso di buyers, che si sono fatti vedere e, in alcuni casi, hanno già avviato nuove collaborazioni. Molti ritengono che Grandi Langhe diventerà un evento fisso e fondamentale nel calendario annuale, al pari di Vinitaly, WineParis e Merano. L’evento è stato un’occasione unica per operatori del settore e produttori per incontrarsi, vedersi e confrontarsi in un’atmosfera rilassata e amichevole, con una grande curiosità reciproca e voglia di dialogo senza barriere. La manifestazione ha promosso il Piemonte (o quasi) in due giorni intensi, rappresentando un’ottima mossa di marketing territoriale e commerciale. Ha permesso di avvicinare esperti, conoscitori, giornalisti e buyers, focalizzando l’attenzione su un’unica regione.
Possibili problematiche: La manifestazione Grandi Langhe 2025 potrebbe sembrare dispersiva rispetto alle edizioni precedenti, ma probabilmente si tratta di una questione di tempo: con la crescita dell’evento, è plausibile che si allarghi su più giornate e che vengano gestiti meglio gli spazi, offrendo magari focus (aree) su denominazioni, zone o associazioni specifiche. Alcune aziende hanno lamentato di non aver visto molti importatori esteri o stranieri, mentre altre hanno segnalato la mancanza di agenti e ristoratori provenienti da città italiane come Milano, Roma o Bologna, che continuano a rappresentare un mercato di fondamentale importanza. Alcuni hanno criticato la posizione delle nuove sale, ritenendole troppo periferiche, mentre altri le hanno trovate più tranquille, con solo persone veramente interessate. La sala principale, a un certo punto, si è rivelata piuttosto confusa, ma, alla fine, è sembrato che la concentrazione di pubblico fosse orientata su alcune aziende o zone. Onestamente, non tutti i partecipanti possono essere ugualmente soddisfatti, ma nel complesso il bilancio è molto positivo. E poi, si sa, il piemontese è sempre un po’ Borbotun, (borbottone).
Barolo 2021
Ho assaggiato circa 70 Barolo 2021, non moltissimi per decretare un “best of”, ma sufficienti per tracciare una linea guida sull’annata. A mio parere, si tratta di una delle migliori annate di questi primi venti anni di Barolo. Le nevicate di gennaio hanno garantito una buona disponibilità idrica, l’estate è stata calda ma non torride, e il caldo della prima metà di settembre, unito a discrete escursioni termiche e qualche pioggia prima della vendemmia, ha portato a grappoli concentrati con una maturazione fenolica ottimale. L’annata si presenta fine ed elegante, con un frutto rosso molto importante quasi ‘dolce’ non ancora integrato con acidità e tannini che però sono spesso molto ben bilanciati.
I migliori assaggi, o meglio quelli che mi hanno sorpreso, sono stati…
Barolo 2021:
- Alessandria Monvigliero (TOP)
- Chiarlo Cerrequio (SUPER TOP)
- Rivera R.Castiglione (SUPER TOP)
- Clerico Monforte (TOP)
- Amalia Bussia Fantini (TOP)
- Grimaldi Camilla
- Carlo Revello Giachini
- Cascina Galarin Monforte (TOP)
- Cavalier Bartolomeo Altenasso (TOP)
- Gheddo
- Colombo (TOP)
- Manzone Meriame (TOP)
Alto Piemonte:
- Ghemme Vigna Pelizzane Torraccia di Piantavigna 2017 (TOP)
- Gattinara Riserva Travaglini 2019
Pinerolese:
- Le Ramie L’Autin 2023
Roero:
- Roero Bric Nota Bajai 2022 (SUPER TOP)
- Roero Monriggio Chiesa 2019 (TOP)
- Roero Sul Monte Hilberg Pasquero 2020 (TOP)
- Roero Monchiero Carbone SRU 2021
- Roero Riserva Renesio Malvira 2020
- Roero Riserva Valmaggiore Cascina Chicco 2021 (TOP)
Barbaresco:
- Angelo Albino Rocca 2020
- Asili Carlo Giacosa 2021
- Albesani Riserva S.Stefano Castello di Neive 2020 (TOP)
- Serracapelli Cecilia Monte 2020
- Francesco Versio 2022 (TOP)
- Gallina Francone 2021 (TOP)
- Basarin Gianmate Riserva Giacosa Fratelli 2019
- Rabaja Cortese Giuseppe 2022 (TOP)
- Rizzi Manera 2021
- Roncaglie Poderi Colla 2020 (SUPER TOP)
- Pajore Rizzi 2022 (TOP)
- Produttori del Barbaresco 2022 (SUPER TOP)
Autore Davide Buongiorno
Davide Buongiorno, DipWSET e Certified Educator WSET, ASPI, con diploma AIS e 15 anni di esperienza in ristoranti Michelin, durante i quali ho contribuito a ottenere la seconda stella al Met di Venezia e una a Jersey, UK, a soli 4 mesi dall’apertura. Sono stato 1st Best Sommelier of Veneto e Monteregio nel 2010, semifinalista al Best Sommelier of Italy dal 2010 al 2018. Ho ricevuto due bicchieri Wine Spectator Award (2016-2019) e il premio per la Best Wine List per Trento Doc & Brunello. Giudice per concorsi internazionali come Decanter DWWA, Civiltà del Bere, 5 Stars Wine e Cervim Vins Extrêmes. Brand Ambassador per Clos & Monopole fine wine merchant e Rcork, specializzata in tappi naturali. Collaboro attivamente con associazioni, consorzi, produttori e ristoranti.
Nel mio tempo libero, mi potete trovare ai concerti di metal estremo o a viaggiare in zone remote con uno zaino in spalla.
Profilo LinkedIn: Davide Buongiorno DipWSET









