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6 Dicembre 2024“La mia ambizione era di essere un pittore, e soltanto un pittore. Ho cominciato a dipingere a quattordici anni e da allora non c’è stato nulla che sia riuscito a farmi smettere. Vivo con una costante fame d’arte. Aspiro a esplorare i problemi fondamentali della pittura. Non ho mai trovato altro nella vita che mi causi altrettanto piacere.”
Fernando Botero
Dal 17 settembre 2024 al 19 gennaio 2025 Arthemisia e Palazzo Bonaparte a Roma dedicano la più grande mostra mai realizzata in Italia a Fernando Botero, uno degli artisti più importanti del XX Secolo, artista amatissimo dal grande pubblico e autore di opere iconiche, ad un anno dalla sua scomparsa.
Palazzo Bonaparte, splendido edificio barocco in Piazza Venezia a Roma, prende il nome da Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che vi abitò fino al 1836. Da sempre utilizzato come residenza privata e dopo un importante restauro iniziato nel 2017, nel 2019 il Palazzo è tornato al suo antico splendore aprendo le sue porte al pubblico e divenendo il primo spazio Generali
Valore Cultura grazie alla partnership tra Generali Italia e Arthemisia, azienda leader nella produzione, organizzazione e allestimento di mostre d’arte a livello nazionale.
Dal 2023 Palazzo Bonaparte ha anche allargato la sua offerta ospitando al suo interno l’esclusivo VIVI – Piazza Venezia, un locale dall’aspetto seducente ed eclettico caratterizzato da sfumature retrò che richiamano i caffè letterari della Parigi anni venti. Daniela Gazzini e Cristina Cattaneo, fondatrici di VIVI, Food & Lifestyle brand, e Iole Siena, Presidente di Arthemisia, hanno in questo modo voluto inserire all’interno del Palazzo anche un’esperienza di healthy food, un’oasi urbana dall’atmosfera informale, leggera e bucolica dove poter consumare cibo di qualità senza rinunciare al piacere estetico.
La mostra, che racconta oltre 60 anni di carriera artistica, e la grande maestria di Botero nelle varie tecniche artistiche, dalla pittura alla scultura attraverso l’esposizione di oltre 120 capolavori, è curata da Lina Botero, figlia dell’artista, e Cristina Carrillo de Albornoz, grande esperta della sua opera.
Botero, nato in Colombia nel 1932, inizia a dipingere da giovanissimo, quando lascia la scuola per matador per diventare un artista, ma si impone sulla scena artistica internazionale a partire dal 1961, quando il Museum of Modern Art di New York decide di acquistare il suo Monna Lisa all’età di dodici anni (1959). Le forme monumentali dei suoi soggetti e le fisicità corpulente sono da sempre il suo marchio iconico, ciò che ha reso il suo stile unico e immediatamente riconoscibile: Botero rappresenta sulle sue tele l’opulenza delle forme, il volume insieme all’uso quasi esagerato del colore, quell’abbondanza che è anche positività, ricchezza e vita.
I tratti caratteristici di Botero, che lo rendono immediatamente individuabile da parte dell’osservatore, sono il linguaggio visivo di indubbio impatto, la varietà delle tecniche che
padroneggiava (pressoché da autodidatta) e soprattutto la predilezione per i grandi volumi, applicata indifferentemente a tutto il suo universo creativo, personaggi e oggetti. Per dirla con le
parole della critica Mariana Hanstein, “Botero enfatizza costantemente il fatto che nella sua pittura l’esagerazione scatta da un’inquietudine estetica, e svolge una funzione stilistica. Botero è un pittore figurativo, ma non è un pittore realista. Le sue figure sono ancorate alla realtà, ma non la rappresentano.”
Botero rimase sempre legato alla tradizione dei grandi maestri, e l’Italia, sua seconda patria, svolse un ruolo cruciale nel suo sviluppo artistico. Fu qui che, all’inizio degli anni 50 mentre studiava le immense forme e gli straordinari colori della pittura del Quattrocento, comprese il proprio interesse quasi innato per i volumi, e cominciò la sua trasformazione stilistica.
La mostra, che esplora anche la straordinaria relazione tra Botero e l’Italia, si apre con un’opera importantissima e mai esposta prima: Omaggio a Mantegna (1958), prestito straordinario proveniente da una collezione privata degli Stati Uniti e che, dopo decenni, è stato recentemente scoperto da Lina Botero tramite Christie’s. Altra opera fondamentale ed inedita e mai esposta al pubblico – perchè da sempre appesa nello studio parigino di Botero – è una versione dell’infanta da “Las Meninas” di Velázquez, pittore che Botero copiò durante il suo apprendistato al Prado da giovane studente.
Fernando Botero morì il 15 settembre 2023 realizzando il suo sogno di continuare a lavorare fino all’ultimo, lasciando un’eredità monumentale che continua a ispirare il mondo dell’arte.
“La mia estrema passione per la forma mi ha portato alla necessità di trasformare i soggetti della mia pittura in veri e propri volumi tridimensionali e tattili”, diceva Botero, che chiedeva sempre alle persone di toccare le sue sculture.
Palazzo Bonaparte
Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) – 00186 – Roma
Autrice Giulia Nekorkina
Moscovita di nascita, romana di adozione, la Rossa per gli amici. Laureata in lingue, giornalista e scrittrice, vivo in Italia da 30 anni e mi occupo di enogastronomia e di viaggi. Scrivo di cucina, ristoranti, viaggi, vino e bollicine. Ho pubblicato 4 libri in Russia e 13 libri in Italia che trattano le tradizioni gastronomiche e svelano le curiosità legate alle ricette di entrambi i paesi.
Negli anni passati ho collaborato con diverse testate in Italia e in Russia, come Gambero Rosso, Scatti di Gusto e Gastronom. Sono stata protagonista della trasmissione televisiva del Gambero Rosso Channel “La Cucina degli altri”, e ho tenuto svariati corsi di cucina. Non ho mai smesso di cucinare, attualmente lo faccio in qualità di personal chef per gli eventi privati. Scrivo tutt’ora per il mio storico blog, Rossa di Sera, e per James Magazine, una testata di lusso.
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