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Valpolicella e i suoi vini
Valpolicella
Il nome “Valpolicella” deriva dal latino Vallis-polis-cellae , che letteralmente significa “le valli delle molte cantine”. Il disciplinare di produzione divide la Valpolicella in tre zone: Classica, Valpantena e Valpolicella DOC. La zona Classica è formata da cinque aree geografiche, tra cui Sant’Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano e le valli di Fumane, Marano e Negrar. Il territorio della Valpantena invece copre la Valle della Valpantena. L’area della Valpolicella DOC comprende i comprensori del comune di Verona e le valli di Illasi, Tramigna e Mezzane. Entrambi i termini utilizzati sull’etichetta, Classico e Valpantena, si riferiscono alla zona di produzione e non allo stile del vino o alla sua qualità.
La Valpolicella si estende per 30.000 ettari; il suo versante principale è un pendio (75%), mentre il 17% è un fondovalle prodotto dall’erosione e dal successivo sedimento. Le piantagioni di vite coprono il 26%, coltivate principalmente sui pendii e sui terrazzamenti sostenuti da muri a secco chiamati le marogne. Essi impediscono l’erosione del suolo e si trovano fino a 500 metri s.l.m. La Valpolicella beneficia dell’effetto moderatore del Lago di Garda a ovest ed è protetta dai venti settentrionali e dalle condizioni meteorologiche avverse dai Monti Lessini a nord.
Il sistema di allevamento tradizionale in Valpolicella è la Pergola, presente qui 2000 anni fa. È apprezzato perché la chioma della pianta protegge i grappoli dall’eccessiva esposizione solare, mentre l’altezza (circa 170 cm dal suolo) riduce l’umidità grazie al maggiore flusso d’aria all’interno della chioma. Protegge inoltre l’uva dai danni del gelo e abbassa le temperature estive dei suoli sottostanti, rallentando la maturazione. Con le temperature estive sempre più calde gli effetti moderatori sono fondamentali in quanto le uve potrebbero perdere velocemente acidità senza avere tempo di ottenere adeguata maturità fenolica e aromatica che aiuteranno a sua volta ottenere i vini equilibrati e complessi. Tre quarti dei vigneti nella regione vinicola della Valpolicella sono allevati con questo sistema.
Un altro sistema di allevamento è il Guyot , introdotto qui 50 anni fa. È stato modificato nel corso degli anni per soddisfare le esigenze delle varietà autoctone, di conseguenza i tralci della vite sono allevati più alti del solito, a circa 80-90 cm dal livello del terreno. Permette in differenza alla Pergola la meccanizzazione dei vigneti ma offre minor protezione dall’eccessiva esposizione solare dei grappoli.
Tipologie della Valpolicella
Sapevi che il Recioto della Valpolicella DOCG può essere prodotto anche come spumante? Comunque, è piuttosto raro. Quindi, quale tipologie possono essere prodotti in Valpolicella, come vengono prodotti e quali uve vengono utilizzate?
Innanzitutto, le principali e obbligatorie varietà di uva utilizzate per tutti gli stili di vino Valpolicella sono Corvina e/o Corvinone (min 45% max 95%) e Rondinella (min 5% max 30%). Altre varietà sono Molinara, Oseleta, Dindarella, Croatina, Spigamonti e altre ancora.
Esistono quattro tipologie principali per i vini della Valpolicella:
Il Valpolicella DOC è un vino rosso convenzionale*, fruttato, dal corpo più leggero, invecchiato brevemente e destinato al consumo precoce. Proviene dall’intera area del Valpolicella DOC. Un’ulteriore versione è il Superiore ed entrambi possono essere prodotti come Classico o Valpantena.
*Altri stili prevedono l’utilizzo di uve ottenute con il metodo dell’appassimento.
Il Valpolicella Ripasso DOC si ottiene passando il vino Valpolicella sulle vinacce dell’Amarone nella fase finale della fermentazione , quindi questa operazione è chiamata ripasso . L’altra versione è Superiore , ed entrambe possono nuovamente menzionare i termini Classico e Valpantena in etichetta se prodotte nelle rispettive zone. In genere, non viene utilizzato alcun rovere vecchio o ne viene utilizzato poco. Il Superiore deve essere invecchiato almeno un anno
L’Amarone della Valpolicella DOCG è ottenuto da uve semi-appassite fermentate a secco e invecchiate per 2 anni prima della commercializzazione e 4 anni per l’Amarone Riserva. Se prodotti nelle rispettive zone, entrambi possono menzionare Classico e Valpantena.
Il Recioto della Valpolicella DOCG è prodotto nello stesso modo dell’Amarone, ma la fermentazione viene interrotta prima che tutti gli zuccheri siano convertiti in alcol. Pertanto, il vino base del Recioto ha la stessa qualità e caratteristiche dell’Amarone, ma è dolce . Può anche essere prodotto come Recioto Spumante DOCG frizzante , ma come ho detto, è piuttosto raro.
In uno dei prossimi articoli mi concentrerò su l’appassimento, sul perché i vitigni autoctoni sono adatti a questo tipo di vino e quali caratteristiche conferiscono agli uvaggi.
Foto: elaborate da materiali per Valpolicella Wine Specialist (Official Educator).
Pubblicato da Irina Mihailenko DipWSET
Nata a Riga, da oltre trent’anni vivo in Italia e da circa venti lavoro come consulente, restaurant manager e brand ambassador. Sono una sommelier professionista AIS e FISAR, DipWSET (WSET Level 4 Diploma in Wines, London School), Valpolicella Wine Specialist, Langhe Wines Ambassador, Degustatore AIS, Official Port, Sherry e Cava Educator, SSA Certified Sake Sommelier e giudice ai concorsi come London Wine Competition e Rassegna PIWI.
In qualità di Founder e Project Manager, gestisco la piattaforma e-commerce Tooscans dedicata principalmente ai prodotti toscani, che opera anche come un distributore offline. Nel 2020 ho creato il sito web Sparkling Life, pubblicato in tre lingue. Mi occupo inoltre di consulenza e comunicazione nel settore enogastronomico, digital marketing & branding strategy e della formazione nel mondo del vino.
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