
Ca’ del Bosco
24 Febbraio 2025
Falezze
31 Marzo 2025Amarone Opera Prima 2025: Un secolo di vita e ancora tanta energia!
La manifestazione Amarone Opera Prima 2025 ha rappresentato un’occasione unica per gli appassionati e i professionisti del settore di degustare l’annata 2020 dell’Amarone, un vino che si distingue per la sua complessità e struttura. L’evento ha visto la partecipazione di numerose aziende vinicole della Valpolicella, offrendo una panoramica completa delle diverse interpretazioni di questo vino.
Purtroppo, non ho potuto partecipare a tutti gli eventi organizzati dal consorzio, essendo arrivato solo il sabato per le degustazioni in sala stampa e il walk-around del pomeriggio. Una tre giorni intensi di appuntamenti che ha visto il 31 gennaio JC Viens proporre sette etichette di Amarone presenti nelle carte dei vini di alcuni dei più prestigiosi ristoranti al mondo (tra cui tre stelle Michelin). Inoltre, uno degli eventi più interessanti è stata la Masterclass sulle annate storiche, condotta dal MW Andrea Lonardi, vicepresidente del Consorzio. Altri eventi e interventi si sono susseguiti, tra cui l’aperitivo “Valpolicella: freschezza e creatività nel calice”.
Location: Verona, Palazzo della Gran Guardia. Spettacolare in una delle piazze più belle del Veneto, con di fronte l’arena romana. I manifesti dell’anteprima erano degni di un’entrata agli Oscar, con un enorme striscione. L’ingresso al palazzo, con il tappeto rosso viola e la passerella sotto piccole arcate a mezzaluna illuminate, simboleggiava i 100 anni della nascita del Consorzio. Già solo essere lì ti faceva sentire l’importanza che il consorzio attribuisce all’evento.
Non mi avvicinavo al mondo dell’Amarone da molti anni, ma essendo nato come sommelier con l’Amarone e i vini veneti che vendevo in quantità incredibili quando lavoravo a Venezia, avevo davvero tanta voglia di ritornare su un vino che all’estero fa faville e di cui molti, spesso, mi chiedono consiglio e opinioni. L’Amarone che conoscevo dal 2008-2012 era un vino (ancora figlio delle tendenze degli anni ’90 e dei primi 2000) che Lonardi definisce della “seconda era”: molto concentrato, spesso con residuo zuccherino ed alcolico. Forse esasperazioni dovute alle tendenze di mercato, con tanto legno nuovo, piccolo e molto tostato, e appassimenti eccessivi. Vini cupi, intensamente concentrati, poderosi, al limite dello stile Porto (con le dovute differenze, sia chiaro), con una parte dolce che andava a bilanciare spesso oltre il 16%.
Negli ultimi anni, c’è stato un progressivo cambiamento di stile, influenzato principalmente dal modo in cui consumiamo cibo e bevande. La dieta occidentale tradizionale, ricca di grassi saturi, zuccheri e carboidrati raffinati, era povera di influenze etniche e alternative vegetali. Con l’aumento della consapevolezza verso salute e alimentazione, si è sviluppata la tendenza a preferire porzioni più piccole e ingredienti più leggeri e bilanciati, trasformando l’alimentazione in un’esperienza sociale e culturale. Di pari passo, i vini si sono adattati al cambiamento, con un’attenzione alla bevibilità, alla freschezza e alla purezza dei sapori, senza la necessità di complesse sfumature aromatiche. Ed è così che oggi l’Amarone, che ha subito un’evoluzione negli ultimi anni, caratterizzandosi per aromi meno cotti, meno estratti, minore quantità di legno e una tendenza verso il secco piuttosto che verso la dolcezza. Come dice Lonardi, l’Amarone deve “rimettere in equilibrio i suoi fattori produttivi”.
Il recente successo dei Valpolicella è un chiaro esempio di come il vino possa riflettere il territorio, puntando su bevibilità e freschezza, senza snaturarlo con un metodo produttivo rigido e predefinito. Da questo potremmo trarrene spunto. Forse dovrebbero essere previste delle opzioni nelle fasi di produzione dell’Amarone, ma non ho l’autorità né le competenze per decidere quali. Tuttavia, alcuni spunti possono essere utili. Ad esempio, il disciplinare stabilisce un titolo alcolometrico volumico naturale minimo dell’11% al momento della raccolta dell’uva e minimo del 14% dopo l’appassimento, con un appassimento di 120 giorni che porta a una riduzione del 40% del volume circa. Forse qualche modifica in questo processo potrebbe portare a risultati differenti, come portare i vini a una gradazione alcolica che non superi il 15% (solo 5 dei vini degustati erano entro questo limite), mantenendo così una maggiore freschezza ed equilibrio. Ma sono solo riflessioni.
Area stampa: ampia, luminosa (tovaglie bianche) e silenziosa, con 6-8 grossi tavoli e una selezione di 77 vini Amarone 2020, molti dei quali, ahimè, erano campioni da botte. L’annata 2020 si è rivelata complessa per diversi aspetti, portando a una forte variabilità nella maturazione delle uve. Non voglio entrare nel dettaglio dell’annata. Solo 5 campioni dalla Valpantena sono stati presentati, un numero limitato, ma al di là di questo, a mio avviso, per una zona storica di produzione come la Valpolicella, la zonazione va affrontata seriamente e limitarsi alla Valpantena sembra restrittivo. In un contesto italiano e mondiale, dove altre denominazioni spingono per una suddivisione che rispecchi meglio le caratteristiche territoriali e i microclimi, continuiamo invece a fare riferimento genericamente alla “Valpolicella”, facendo sembrare l’Amarone più un simbolo di metodo che di territorio. Costringendo alcuni produttori ad avviare studi sui suoli di sottozone e valli specifiche, come quelle della Valle di Mezzane, della Valle di Squaranto o di Marcellise.
L’Assaggio e l’annata 2020.
L’Amarone 2020 si presenta ricco di frutto, ben equilibrato, con note floreali ed erbacee ben distinte, una sapidità che spesso emerge in primo piano e una freschezza che, in alcuni casi, risulta ben evidente. Alcuni campioni, tuttavia, mostrano sensazioni di frutta cotta o stracotta, con una tendenza a essere “surmaturi” o eccessivamente appassiti, ma si trattava di vini in fase di minoranza. Con grande sorpresa e piacere, nessun campione ha manifestato tendenze dolci.
I migliori assaggi della 2020, allo stato attuale, dove molti vini erano ancora incompleti e provenienti da botte, sono stati sorprendenti e l’assaggio delle annate più vecchie durante il walk-around ha rivelato vini complessi, intensi e di beva.
- Bertani Amarone della Valpolicella DOCG Valpantena 2020
- Bolla Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2020
- Salvaterra Amarone della Valpolicella DOCG Classico 2020
- Valentina Cubi Amarone della Valpolicella DOCG Classico 2020
- Torre di Terzolan Amarone della Valpolicella DOCG 2020
- Pasqua Vigneti e Cantine Amarone della Valpolicella DOCG 2020
- Monte Castelon Amarone della Valpolicella DOCG Classico 2020
- La Collina dei Ciliegi Amarone della Valpolicella DOCG 2020
Dopo l’assaggio nella press room, mi sono lanciato nel walk-around al piano superiore, un’area piccola, affollata e calda. Ecco alcuni assaggi che si sono rivelati eccellenti
Alcuni dei migliori assaggi:
- Conte Gastone Amarone della Valpolicella, Flavio Chiani Limited Edition DOCG 2020
- Ca’ la Bionda Ravazzol Amarone della Valpolicella Riserva 2013
- Secondo Marco Amarone della Valpolicella Riserva 2014
- Zymè Amarone della Valpolicella 2018
- Tenute Santa Maria Brolo dei Poeti Amarone della Valpolicella Riserva 2007
- Tenuta Villa Bellini Amarone della Valpolicella 2016
- Valentina Cubi Amarone della Valpolicella 2011
- Luca Anselmi Falezze Amarone della Valpolicella Riserva 2018
Autore Davide Buongiorno DipWSET
Davide Buongiorno, DipWSET e Certified Educator WSET, ASPI, con diploma AIS e 15 anni di esperienza in ristoranti Michelin, durante i quali ho contribuito a ottenere la seconda stella al Met di Venezia e una a Jersey, UK, a soli 4 mesi dall’apertura. Sono stato 1st Best Sommelier of Veneto e Monteregio nel 2010, semifinalista al Best Sommelier of Italy dal 2010 al 2018. Ho ricevuto due bicchieri Wine Spectator Award (2016-2019) e il premio per la Best Wine List per Trento Doc & Brunello. Giudice per concorsi internazionali come Decanter DWWA, Civiltà del Bere, 5 Stars Wine e Cervim Vins Extrêmes. Brand Ambassador per Clos & Monopole fine wine merchant e Rcork, specializzata in tappi naturali. Collaboro attivamente con associazioni, consorzi, produttori e ristoranti.
Nel mio tempo libero, mi potete trovare ai concerti di metal estremo o a viaggiare in zone remote con uno zaino in spalla.
Profilo LinkedIn: Davide Buongiorno DipWSET
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