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9 Gennaio 2025Tommasi, una storica realtà del vino italiano prodotto nel Veneto, nasce come azienda nel 1902. Tradizione, passione e rispetto per il territorio sono stati i capisaldi che hanno permesso a questa famiglia di vignaioli di affermarsi come uno dei maggiori produttori di vino di assoluta eccellenza.
Oggi Tommasi Family Estates è una realtà imprenditoriale strutturata, con vigneti e tenute in sei regioni d’Italia – Tommasi e De Buris in Veneto, Caseo in Lombardia, Casisano a Montalcino e Poggio al Tufo in Maremma Toscana, Surani in Puglia, Paternoster in Basilicata e un progetto in Umbria) per un totale di circa 600 ettari vitati, ma che mantiene il legame più forte con il proprio territorio d’origine, la Valpolicella Classica. L’azienda è diretta dalla quarta generazione della stessa famiglia. Qui ognuno dei nove fratelli e cugini ha un ruolo preciso nell’organizzazione dell’azienda che gestiscono tutti insieme, preparando nello stesso tempo il passaggio alla quinta generazione.
Fin dagli inizi ogni generazione ha compreso e valorizzato al meglio l’idea originaria del fondatore Giacomo Tommasi, un visionario, convinto già all’epoca che il vino debba essere prodotto di qualità superiore, destinato alle occasioni sociali e alle celebrazioni. È stata la terza generazione ad attivare la moderna espansione dell’azienda di famiglia, acquistando e gestendo i vigneti in Valpolicella Classica e nelle denominazioni veronesi di Lugana, Bardolino, Custoza e Soave durante il boom economico del periodo post-guerra. E poi la quarta generazione ha accelerato ulteriormente la crescita dell’azienda. In particolare, nell’anno 1997 è stato acquisito il più grande vigneto della Valpolicella Classica, la Tenuta Prunea, insieme al vigneto Conca d’Oro, infine nel 2000 è stato coronato un sogno con l’acquisizione del vigneto La Groletta.
Nel corso degli anni la famiglia Tommasi ha acquisito vigneti in diverse regioni italiane per poter valorizzare ogni territorio, grazie all’esperienza e al proprio savoir faire, creando un percorso preciso basato su sostenibilità e ospitalità. In questa famiglia l’amore per l’accoglienza è stato coltivato praticamente in simbiosi all’amore per il vino. Villa Quaranta Wine Hotel & SPA, una storica dimora di famiglia in Valpolicella, Albergo Mazzanti e Caffè Dante Bistrot al centro di Verona, Agriturismo Poggio al Tufo a Pitigliano, Maremma Toscana, e non ultima l’accoglienza in Cantina, nella sede storica di Pedemonte, completamente rinnovata e ristrutturata – sono le strutture dove si vive appieno il calore dell’ospitalità firmata Tommasi. In ogni location è possibile godere di esperienze uniche in luoghi assolutamente autentici e fortemente caratterizzati dall’identità di una famiglia, che trasmette i valori dell’artigianalità e della qualità da quattro generazioni.
In Veneto, dove il legame della famiglia Tommasi con il proprio territorio d’origine è il più forte in assoluto, i vigneti si estendono su oltre 242 ettari, di cui 55 sono destinati alla produzione di vini pregiati nelle zone DOC di Verona. Ma la vera ciliegina sulla torta sono i vigneti Cru nella Valpolicella Classica: La Groletta, Conca d’Oro e Ca’ Florian, dove nasce il vino più pregiato della zona: l’Amarone.
Rappresentando la storia della Valpolicella, Tommasi ha sempre avuto l’obiettivo di creare grandi vini, valorizzando il territorio unico e De Buris rientra perfettamente in questa ottica: un vino, un luogo e un patrimonio da condividere. L’Amarone della Valpolicella Classico DOC Riserva De Buris è fortemente voluto dalla famiglia Tommasi, che va oltre il vino e comprende il recupero di Villa De Buris, patrimonio storico del territorio.
De Buris, un vero dono della terra e del tempo, rappresenta un modo contemporaneo di vivere il lusso che dà valore ad ogni attimo. Un vino che nasce da materie prime selezionate e lavorate con cura, l’essenza di una lunga tradizione di famiglia. È un sogno nato con l’acquisizione delle vigne de La Groletta, a Sant’Ambrogio della Valpolicella, 250 metri di altitudine, un territorio vocato di produzione dell’Amarone e Cru simbolo della Valpolicella Classica. Prodotto in un numero limitato di bottiglie, De Buris Amarone Riserva è frutto dell’esperienza di un’azienda con 120 anni di storia e della sapienza tecnica dell’enologo Giancarlo Tommasi, artigiano contemporaneo.
“De Buris è la potenzialità massima che un singolo vigneto e un terroir, unico per le sue straordinarie qualità, possono esprimere in un vino. – racconta Giancarlo Tommasi – Mi piace pensare, con soddisfazione e orgoglio, che questo vino custodisca l’essenza della Valpolicella: De Buris rappresenta la reinterpretazione contemporanea delle tradizioni, delle tecniche ancestrali di lavorazione e al contempo l’eleganza e l’armonia di un’opera o, in altre parole, la bellezza dell’arte.”
Dieci ettari di vigneto di cui circa due dedicati esclusivamente a De Buris per catturare l’essenza del terroir; collocati nella porzione più alta e caratterizzati dalla particolare composizione argillosa del terreno ed un’esposizione a sud ovest, che gode del clima mite del Lago di Garda. I vitigni autoctoni Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta dopo un lungo appassimento danno vita a questo vino raffinato, potente, avvolgente e seducente. Ipnotico rosso granato nel calice, l’olfatto è avvolto dai sentori di frutti di bosco e di marmellata di lamponi, di note di tabacco e di legno. È un vino che accarezza il palato con la sua morbidezza setosa, sfoggiando una buona acidità, i tannini eleganti, i sentori di cioccolato, di affumicato, di prugne secche e di vaniglia. Un vino non solo da grandi abbinamenti ma anche da meditazione, che mira a esaltare il lusso del tempo, dandone una nuova definizione: non più esibizione, ma esperienza.
Per comprendere il vero spirito di De Buris, non c’è nulla di meglio di una chiacchierata con il suo creatore, l’enologo dell’azienda Giancarlo Tommasi.
Giancarlo, raccontaci, come nasce De Buris?
È un intero progetto che nasce da una esigenza famigliare iniziata con l’acquisto del vigneto e della villa. Ci eravamo posti una domanda: facciamo le “solite cose”, un vino e un relais, o facciamo qualcosa di molto più particolare, unico come un grandissimo Amarone? Anche se avevamo già un Amarone importante come Ca’ Florian, abbiamo realizzato che ci mancava un’espressione di alta gamma, qualcosa di completamente diverso, che potesse diventare un’icona di stile e di eleganza.
Invece per quanto riguarda Villa De Buris?
Villa De Buris, sede della cantina, è la più antica villa veneta della Valpolicella con duemila anni di storia che risale all’epoca romana. È un luogo incantato pieno di preziosi affreschi al suo interno. Per questo la sua ristrutturazione va molto piano, e il covid non ha certamente migliorato le cose, per cui ci vorrà tempo e risorse per completare il progetto.
Dunque, che cos’è esattamente Amarone De Buris?
De Buris prende il nome dalla villa e rappresenta il lusso del tempo, l’unico vero lusso dei nostri giorni, quello che permette di non aver fretta di produrre né ansia di vendere. È un vino portato naturalmente ad un lungo invecchiamento, e più rimane in cantina, più prezioso diventa.
Permettetemi un paragone: l’Amarone De Buris è come un orologio prezioso: non solo non si rovina col tempo, ma al contrario, acquista un ulteriore valore. Probabilmente un giorno si potrà battere all’asta perché viene prodotto in edizione limitata, da 6 a 8 mila bottiglie massimo, a seconda dell’annata, e col tempo diventa sempre già ricercato e introvabile.
Per capire meglio questo vino, prima di berlo bisognerebbe raccontarlo, parlando del terroir, come si fa sempre con i vini francesi. Bisogna anche dire anche che è una selezione di una selezione delle uve, una produzione da resa bassissima che diventa ancora più bassa dopo l’appassimento, senza dimenticare l’affinamento nelle botti che dura minimo 5 anni e poi il riposo in bottiglia per altri 5 anni.
Chi è il consumatore di De Buris?
Premetto che non è un vino per tutti, ma per gli estimatori e gli appassionati che sanno attribuire un giusto valore a questo nettare.
Inizialmente i consumatori erano soprattutto italiani desiderosi di assaggiare qualcosa di unico e fare un’esperienza esclusiva. Dopo il lancio di De Buris, grazie alla stampa nazionale ed internazionale, l’interesse per questo vino è cresciuto molto ed è espanso all’estero, facendolo diventare molto richiesto e ricercato, soprattutto in America negli Stati Uniti e nei Paesi più maturi come Svizzera o in Asia Singapore.
Secondo te esiste un abbinamento ideale?
Beh, per l’evento del lancio del 2008 abbiamo chiamato tre chef famosi con due premiati con le stelle Michelin (Moreno Cedroni, Pino Cuttaia e Giancarlo Perbellini) e un chocolate designer Davide Comaschi a interpretare l’essenza di questa creazione. Tutti e quattro hanno ideato dei piatti particolari che sono stati molto apprezzati. Abbiamo provato ad abbinare questo vino al pesce, alla carne, ai piatti vegetariani e addirittura vegani. Ci sta tutto, si trova sempre un punto di incontro, ma… non c’è nulla di meglio di un bel pezzo di ciccia! per il mio gusto preferisco sempre l’abbinamento con una carne pregiata.
Avete qualche altro progetto di lusso in cantiere?
Nulla di più lussuoso di alta come gamma come De Buris, ma ce ne sono davvero tanti altri per migliorare l’aspetto produttivo sia in vigna che in cantina. L’obiettivo è alzare sempre di più la qualità dei nostri vini.
Avete qualche altro progetto di lusso in cantiere?
Nulla di più lussuoso di alta come gamma come De Buris, ma ce ne sono davvero tanti altri per migliorare l’aspetto produttivo sia in vigna che in cantina. L’obiettivo è alzare sempre di più la qualità dei nostri vini.
Tutti i nostri progetti sono sempre in evoluzione. La nuova cantina di Tenuta di Caseo, nell’Oltrepo’ Pavese, l’ampliamento della cantina di produzione di Casisano a Montalcino, la ristrutturazione della cantina storica del Barone Rotondo nella proprietà Paternoster a Barile, nel Vulture lucano e l’ampliamento di Villa Quaranta Tommasi Wine hotel & Spa con nuove stanze e servizi sempre più esclusivi, in un’ottica di sviluppo dell’accoglienza enoturistica con progetti sempre più in sinergia con la cantina.
Giancarlo, visto sei una persona molto impegnata, com’è il tuo rapporto con il tempo?
Bruttissimo! (Ride). Il tempo non basta mai, scorre troppo veloce, mi ci vorrebbero altre 3-4 ore al giorno! Ovviamente, è il fattore organizzativo, non posso cambiare il tempo, ma posso gestirlo.
Il tempo è il mio amico e il mio nemico contemporaneamente. È amico per una realtà che non lo teme, ma lo evoca, come De Buris, per il resto… bisogna rincorrerlo e viverlo al meglio.
Foto: Tommasi Family Estates
Pubblicato da Giulia Nekorkina
Moscovita di nascita, romana di adozione, la Rossa per gli amici. Laureata in lingue, giornalista e scrittrice, vivo in Italia da 30 anni e mi occupo di enogastronomia e di viaggi. Scrivo di cucina, ristoranti, viaggi, vino e bollicine. Ho pubblicato 4 libri in Russia e 13 libri in Italia che trattano le tradizioni gastronomiche e svelano le curiosità legate alle ricette di entrambi i paesi.
Negli anni passati ho collaborato con diverse testate in Italia e in Russia, come Gambero Rosso, Scatti di Gusto e Gastronom. Sono stata protagonista della trasmissione televisiva del Gambero Rosso Channel “La Cucina degli altri”, e ho tenuto svariati corsi di cucina. Non ho mai smesso di cucinare, attualmente lo faccio in qualità di personal chef per gli eventi privati. Scrivo tutt’ora per il mio storico blog, Rossa di Sera, e per James Magazine, una testata di lusso.
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