
Valpolicella e i suoi vini
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2 Dicembre 2024Amarone Allegrini – Valpolicella Classica
Allegrini, la storica azienda della Valpolicella, ha proposto una piccola full immersion nel mondo dell’Amarone, con una verticale condotta da Oscar Lanciani, direttore di vendite Italia per Allegrini, che ha raccontato la storia della famiglia che lo produce. La loro storia inizia con Giovanni Allegrini e oggi la famiglia è alla settima generazione di viticoltori, ma nel mondo del vino è “soltanto” alla terza. Il grande Giovanni Allegrini ha segnato la nascita e l’evoluzione dell’azienda, è l’uomo cui è dedicato il Recioto della famiglia, l’uomo considerato il pioniere della produzione vinicola dell’azienda. Lui è stato il primo a credere fortemente alla qualità dei vini della Valpolicella, e non solo nel Recioto, ma anche nella vinificazione tradizionale, nel concetto della facilitazione e nello sviluppo delle singole aree. Nel 1983, dopo la sua scomparsa, l’azienda è passata ai figli: Franco Allegrini, lo storico enologo dell’azienda, Marilisa, da cui in seguito hanno acquisito le quote, e Walter che è venuto a mancare più di 20 anni fa. Poi nel gennaio 2024 è nata la nuova Allegrini, composta da tre figli di Franco, Francesco, Giovanni, Matteo, e da Silvia, la figlia di Walter. L’idea della nuova Allegrini è andare a rivalorizzare la Valpolicella e riportarla al centro del progetto produttivo di cui il ruolo principale devono avere i terreni e i vini della zona.
Attualmente l’azienda dispone di 150 ettari di proprietà, dei quali 120 sono in Valpolicella, e 30 in Lugana. Di questi 120 ettari circa 90 si trovano nella Valpolicella Classica. Questa zona è formata da cinque aree geografiche tra cui Sant’Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano, e le valli di Fumane, Marano e Negrar. Il possesso di 90 ettari in Valpolicella Classica ha “obbligato” l’azienda a rispettare quella zonazione, motivo per cui i progetti clou della nuova Allegrini, che partono dal 2025, vedranno l’azienda sempre più concentrata nella produzione dei vini della Valpolicella Classica e sempre meno come interpretazione generale della Valpolicella. Inoltre la Allegrini possiede un’altra azienda che si chiama Cortegiara, più giovane e più d’impatto, destinata all’interpretazione più generica del Veneto.
L’Amarone di Allegrini proviene da due vigneti più alti, Marezzane e Villa Cavarena, che si trovano nei comuni di Fumane e San Pietro in Cariano. È la parte alta della Valpolicella, sopra i Monti Lessini, che vanno da 450 a 500 m slm, con un sottosuolo quasi interamente roccioso. La caratteristica del comune di Sant’Ambrogio, quello più occidentale verso il lago, dove il microclima è moderato grazie alla presenza del Garda. Nello stesso tempo dai Monti Lessini provengono i venti freddi, che generano un microclima unico soprattutto nel periodo estivo.
Le vendemmie avvengono verso la fine di settembre e, dopo la selezione manuale in vigna, le uve vengono portate all’interno delle casette per appassire. Amarone della Valpolicella, come ben noto, è prodotto dalle uve sottoposte al processo di appassimento e, dopo la vinificazione, l’Amarone di Valpolicella Allegrini matura per 18 mesi nelle barrique e tonneau. Dopo l’assemblaggio il vino riposa per ulteriori 7 mesi prima dell’imbottigliamento, cui seguono 14 mesi in bottiglia prima di metterla sul mercato. Franco Allegrini insieme a Roberto Ferrarini, ex presidente dell’associazione enologi della Valpolicella, è stato uno tra i primi ad utilizzare per l’appassimento le cassette di plastica piuttosto che le arelle, più facili gestire riguardo all’igiene e alla logistica.


Per la degustazione sono state scelte 3 annate, 2020, 2016 e 2013, perché tutte e tre hanno avuto più o meno lo stesso sviluppo durante l’anno, e quindi sono tre annate simili, che permettono di capire meglio l’evoluzione del vino nel tempo. Sono state tre annate molto equilibrate e non eccessivamente calde, che hanno permesso di avere un corretto sviluppo degli acini, una maturazione completa e regolare. I mesi di settembre e ottobre, il periodo della vendemmia, sono stati quasi senza precipitazioni, cosa che ha permesso di avere ogni singolo appezzamento maturato correttamente e di poter andare in vendemmia in giorni diversi.
Se anni indietro l’uva aveva difficoltà ad arrivare alla completa maturazione, oggi i cambiamenti climatici forzano a vendemmiare prima. Per l’Amarone raccogliere le uve con i livelli di acidità elevata è molto importante, quindi le decisioni riguardo alle date di vendemmia sono fondamentali. Il disciplinare impone tempi obbligatori dell’appassimento perché un paio di settimane in meno permetterebbero di rendere l’Amarone più agile e moderno. D’altra parte, i tempi lungi di appassimento aiutano ad ottenere il vino più complesso e distintivo. L’idea comunque è di non perdere la tradizione, soprattutto in un’azienda come Allegrini con una storia alle spalle, ma al tempo stesso di fare i vini che si vendono e si bevono più facilmente.
L’annata 2020 è quella che interpreta al meglio il nuovo progetto produttivo di Allegrini, avere il vino pronto alla beva adesso e non tra vent’anni. Le caratteristiche dell’Amarone le troviamo dal momento che si guarda il calice. La concentrazione medio-alta del colore, che è rosso rubino intenso, significa che è un vino con una storia importante da raccontare. Al naso arrivano note di erbe mediterranee, di pepe e di sottobosco.
Nel sorso si sente la parte molto calda, i tannini maturi, il corpo equilibrato e la freschezza del frutto, è un vino giovane ma che ha già trovato la sua armonia in bottiglia e può invecchiare per altri 20 anni solo migliorando. Nell’Amarone giovane si sente tutta l’acidità e l’annata 2020, attualmente sul mercato, dimostra che la strada è quella giusta.
L’annata 2016 è considerata la più bella degli ultimi 40-50 anni, un’annata perfetta. Super regolare nel tempo, sin dall’inizio, con le temperature miti tra aprile e maggio, l’estate calda ma non troppo, che ha permesso di non mandare le piante in stress idrico. Il settembre è stato perfetto, con pochissima pioggia, che ha permesso di aspettare con grande serenità le singole maturazioni, e non solo dei singoli uvaggi, ma delle linee diverse, visto che l’Amarone proviene da due comuni diversi e due vigne diverse. Quando si crea il vino con 4 uvaggi provenienti da due comuni diversi, è facile immaginare che lo spettro di maturazione sia molto ampio. Le fermentazioni sono sempre controllate, a temperatura di circa 20-22°C per 20-25 giorni, così il vino ha tutto il tempo di prendere il colore e le caratteristiche necessarie.
Amarone Allegrini 2016 è un vino diverso, molto più complesso al naso, con note di frutti neri, di violetta e di spezie. In bocca ha il minore impatto iniziale dalla parte di legno che immerge un po’ di più sul finale con note di caffè e di cioccolato. Possiede una grande acidità che provoca una continua salivazione e la voglia di riprendere il calice, che sarebbe uno dei dogmi del nuovo corso della Valpolicella.
Il 2013 è stata un’annata più difficoltosa nella parte iniziale perché in aprile e maggio la pioggia ha disturbato la fioritura e la parte iniziale dello sviluppo dell’acino, ma poi l’estate è stata molto regolare e a settembre è stato possibile attendere tutte le singole maturazioni. La vendemmia è stata fatta tra fine settembre e metà ottobre come per tutte le altre annate.
Di color rosso rubino intenso tendente al granato, al naso rivela una complessità notevole, con note di frutta matura e di confettura di more, seguite da sentori di viola appassita, liquirizia, cioccolato nero, caffè e tabacco. Al palato sorprende per equilibrio, freschezza e morbidezza, con i tannini ben presenti ma non aggressivi.
Oggi la denominazione l’Amarone fa ancora un po’ di fatica perché nell’immaginario popolare, così come 20 anni fa, l’Amarone è un vino da meditazione, un vino da fine pasto, un vino da bere davanti a camino, un vino difficilmente abbinabile. L’Amarone di Allegrini è cambiato notevolmente in quanto l’azienda produce i vini più contemporanei, cioè di facile beva, senza perdere in gradazione e senza componenti ossidative.
Infine, Allegrini ha nel cantiere un altro progetto: uscire con un Amarone Riserva, più strutturato e importante, che abbia un profilo più complesso ma senza perdere la tradizionalità, perché l’Amarone è l’autentica sublimazione del territorio.
Autrice Giulia Nekorkina
Moscovita di nascita, romana di adozione, la Rossa per gli amici. Laureata in lingue, giornalista e scrittrice, vivo in Italia da 30 anni e mi occupo di enogastronomia e di viaggi. Scrivo di cucina, ristoranti, viaggi, vino e bollicine. Ho pubblicato 4 libri in Russia e 13 libri in Italia che trattano le tradizioni gastronomiche e svelano le curiosità legate alle ricette di entrambi i paesi.
Negli anni passati ho collaborato con diverse testate in Italia e in Russia, come Gambero Rosso, Scatti di Gusto e Gastronom. Sono stata protagonista della trasmissione televisiva del Gambero Rosso Channel “La Cucina degli altri”, e ho tenuto svariati corsi di cucina. Non ho mai smesso di cucinare, attualmente lo faccio in qualità di personal chef per gli eventi privati. Scrivo tutt’ora per il mio storico blog, Rossa di Sera, e per James Magazine, una testata di lusso.
Scopri di più: Giulia Nekorkina
Sito officiale dell’azienda: Allegrini
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